Il 10 luglio di ogni anno la piccola chiesa con il campanile romanico che dà su piazza Santa Rufina, nel cuore di Trastevere, si apre ai visitatori. È il giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica delle de giovani donne che in questo luogo vivevano più di 1700 anni fa: Rufina e Seconda.
La storia ha immortalato queste due donne nell’età della prima giovinezza. I dettagli sopravvissuti all’usura del tempo sono pochi ma bastano a darci l’idea della vita di queste due ragazze. Rufina è probabilmente chiamata così a causa della chioma fulva e subito ti puoi immaginare una giovane donna dai lunghi capelli ramati, bellissimi, lasciati sciolti e non ancora nascosti dal velo della donna sposata. Una ragazza che di sicuro sarà stata corteggiata, se ricordiamo che a Roma i capelli biondi o ramati erano sinonimo di fascino, perché quelli dovevano essere anche i colori della chioma delle divinità e che molte matrone ricorrevano alla tintura pur di avere riflessi color oro. Inseparabile da Rufina, c’era Seconda, la sorella minore, la piccola di casa, sempre accanto alla sorella maggiore, cercando di imitarla, condividendo con lei sogni e desideri.
Queste due ragazze erano -come tutte le giovani- innamorate; di più, erano fidanzatissime con due giovani “di buona famiglia”. Con loro stavano probabilmente progettando il futuro, una casa, una famiglia, dei figli, cose così…
In questa storia normale si era inserito Gesù: tutti e quattro i giovani, le due sorelle ed i rispettivi fidanzati, erano infatti cristiani. Come avessero aderito a questo nuovo credo, non lo sappiamo. È però certo che, sin dai primi decenni dell’era cristiana, a Trastevere si era costituita una fervente comunità della “Via”. Nel 38 a.C., nella Taberna meritoria, ospizio per soldati in pensione, che sorgeva dove ora si erige la Basilica di Santa Maria, si era verificato il prodigio della fons olei, che i cristiani poi rileggeranno come una profezia della nascita di Cristo, l’Unto di Dio. L’Apostolo Paolo era vissuto per due anni in una casa a pigione poco lontano dalla via della Lungaretta e qualche isolato più in là c’era la casa di un'altra giovane cristiana, Cecilia.
Rufina e Seconda di certo conoscevano la storia di Cecilia, il suo amore per Valeriano, le loro nozze e poi la persecuzione ed il martirio in odio fidei: del marito prima e poi della sua giovane sposa. Forse la storia di Cecilia aveva dato loro tanta forza quando, dopo anni di pace e tolleranza, gli Imperatori Valeriano e Gallieno avevano a loro volta iniziato una persecuzione, una delle tante che fino alla pace costantiniana si scateneranno nell’Impero e su Roma in modo particolare.
Siamo nel 260 d.C., quando la vita chiede ad ognuno di schierarsi. I due fidanzati abiurano la fede, per poter rimanere fedeli ai loro progetti di vita e felicità domestica. Sarebbe stato sensato e scontato che anche Rufina e Seconda avessero fatto lo stesso: in fondo, si trattava di scegliere una vita felice, senza intoppi; si trattava di incamminarsi per una via normale, quella che, come giovani romane si erano da sempre preparate.
Ma loro no. Rufina rifiuta categoricamente di lasciare la Via e la sorella, Seconda per nascita ma anche lei prima nella scelta, fa lo stesso. Sono giovani ma non sprovvedute; comprendono ciò a cui vanno incontro. Non vogliono lasciare i fidanzati, ma non possono rinunciare all’Amore. E quando sono messe alle strette, allora scelgono. Scelgono Gesù. Andando alla morte.
Rufina e Seconda sono due pazze, esaltate, scriteriate? No. Sono due giovani donne che Gesù lo hanno incontrato davvero. Non come un’idea, un pensiero, un credo fumoso. Neanche come un impegno, un volontariato, una missione. Lo hanno conosciuto come Persona; hanno imparato a dialogare con lui nella chiesa domestica che si riuniva nella loro casa. Hanno ascoltato la Parola; di più, l’hanno gustata e l’hanno trovata Bella per la loro vita. E a tanta Bellezza non hanno voluto rinunciare. Tutto qui.
Rufina e Seconda parlano ancora dalla loro casa, che oggi ospita molte giovani provenienti da tutto il mondo. A loro e a tutte le donne dicono: scegli il Bello. Scegli il Meglio. Scegli di essere felice. Ma felice davvero!

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